Federica Brignone, Francesca Lollobrigida e Arianna Fontana avevano già conquistato le prime pagine nei giorni scorsi. Ieri sono semplicemente andate oltre.
La Gazzetta non ha rispolverato il titolo “Evviva le donne” che usò nel 1994 e nel 1998 per celebrare i successi di Compagnoni, Di Centa e Belmondo, anche perché qui ci sarebbe da ringraziarle ogni giorno, visto che il comparto femminile sta incidendo di più di quello maschile nel computo medaglie totali e ori. La prima pagina della rosea è tutta per Brignone, oro a trecento giorni da un incidente che poteva farle chiudere la carriera anzitempo. Anche Notti olimpiche su Rai2 ha aperto con lei: mezz’ora a parlare di dolore, infortuni, recuperi; quando parlava Compagnoni, andavano le immagini del suo straziante urlo di Albertville 1992 e non quelle dei suoi tre ori olimpici (ottenuti dopo). Insomma, tutto deciso: Brignone, nonostante le due coppe del mondo e i mondiali già vinti, sarà consegnata alla storia come colei che vinse sugli sci anche se due giorni prima zoppicava. Donna, vincerai con dolore. Oltre a partorire.
A proposito di parto, Lollobrigida ha vinto il secondo oro. Stavolta il figlio Tommaso era a una festa di Carnevale e non al palazzetto, anche perché tutta la narrazione dei giorni scorsi era stata su “Lollobrigida, oro anche se mamma” e questo aveva spinto la ggente a criticarla per la sua gestione della famiglia! Compreso accuse al piccolo Tommaso di essere maleducato (colpa, ovviamente, dell’assenza della madre dal focolare domestico). La pattinatrice, a fine serata, ha dichiarato che tutto questo aveva scosso lei e il marito e magari le ha fatto pensare che ci sono persone in Italia che non meriterebbero di essere rappresentate da lei.
E veniamo ad Arianna Fontana. Ieri, con l’argento dietro l’imprendibile Xandra Velzeboer, è arrivata a 13 medaglie olimpiche, come Edoardo Mangiarotti, record assoluto per un/una atleta azzurro/a.
Eppure nell’ambiente Italia la criticano ancora perché si fa allenare dal marito americano e perché ha detto che anni fa due suoi compagni la volevano far cadere in allenamento. Pietro Sighel (quello che sulla linea del traguardo della staffetta mista si è girato per passarla di spalle), invece di ringraziarla per l’oro insieme e per il fatto che non ha mandato tutti al diavolo andando a gareggiare per gli USA, ha rincarato la dose dicendo che non la percepisce come compagna di squadra (salvo poi ritrattare e dire che era stato frainteso). Come se negli altri sport, partendo proprio da Brignone, le atlete di un certo livello non avessero dei team privati a seguirle.
Ieri Sighel è stato squalificato nei 1000m e in rete si parla di karma. E’ una semplificazione. Chi segue un po’ di short track sa che la squalifica non è una eccezione, è un qualcosa che può capitare.
Se, però, le persone, a tutti i livelli, cominciassero a ragionare un po’ di più su quello che dicono e provassero a rovesciare il proprio punto di vista, magari le narrazioni delle atlete date in pasto ai media potrebbero essere più equilibrate e centrate sul gesto atletico. Da questo lato, mi ha piacevolmente sorpreso il fatto che Dotti (uno dei due finito sotto processo nel 2024 per le accuse di Fontana, ora commentatore per Discovery+), sia esploso di gioia all’argento dell’azzurra e l’abbia elevata al rango delle più grandi atlete di tutti gli sport


