“Ora basta medaglie, Fede regalami dei nipotini!”.

L’ennesimo articolo, in cui familiari vari chiedono alle proprie congiunte campionesse di fermarsi e cominciare a sfornare tesorucci di nonno e nonna, La Stampa lo ha dedicato al padre di Brignone. Qualche giorno fa era la mamma di Arianna Fontana a volerne almeno un paio, di nipoti. Lollobrigida, invece, ci ha già pensato, ma continua ostinatamente a vincere medaglie lo stesso…

Ora, interviste di questo tipo io me le immagino così: “Signor papà di Federica Brignone, vorrebbe che sua figlia continuasse a gareggiare fino ai 40 anni, rischiando di farsi male, o vorrebbe dei nipotini?”. Ovvero, me le immagino con già stampata in fronte la riposta che si vuole. Ricordo, a tal proposito, una intervista Rai di Benzoni a Sofia Goggia: domande continue su famiglia e voglia di maternità a una che aveva in mente solo gare e Olimpiadi. Con padri e madri e gente già di una certa età è più facile ottenere risposte che tendano ad appiattire, a identificare i concetti di donna e madre.
Ma allora, a delle superatlete comunque già 35enni, a delle campionesse che hanno tirato avanti perché avevano l’Olimpiade in casa, cosa si dovrebbe chiedere, presumendo vicino il momento in cui pattini, sci o carabina verranno appesi al chiodo?

Ad esempio, a Brignone si potrebbe chiedere se ha intenzione di diventare allenatrice, magari all’interno della federazione a cui ha regalato trofei e medaglie. Ma quante ex atlete si vedono nello sci alpino a curare ex colleghe o la crescita della nuove generazioni? Boh! C’è Daniela Ceccarelli, che è intervenuta in prima persona per allenare sua figlia Lara Colturi e, di riflesso, qualche sciatore albanese di Albania. E per il resto? Karin Harjo, che ha un ruolo di rilievo nel team di Mikaela Shiffrin, non è una ex sciatrice (è una biologa molecolare col “master in sci”).

In altenativa, si potrebbe chiedere a Brignone se le interessa lavorare in federazione ambendo a cariche istituzionali. Tanto per dirne una, la valdostana qualche anno fa era stata testimonial di una campagna ambientalista e la questione della SOSTENIBILITA’ è ritenuta centrale in qualsiasi documento del CIO e della FIS (al di là di quello che poi si fa nella realtà).
Certo, meglio non ricordare quante poche ex atlete siano poi diventate presidenti di una federazione sportiva in Italia…

Volendo, le si potrebbe domandare se, in generale, si sente portata a impegnarsi per difendere i diritti delle atlete del suo e di altri sport, aderendo a sindacati del settore. O, che so, a diventare una sorta di personaggio pubblico che gira nelle scuole, partecipa a incontri, scrive libri per raccontare la sua esperienza e parlare di empowerment femminile.
Che non vuol dire chiedere a Brignone se ha intenzione in futuro di partecipare a “Ballando con le stelle”. Giusto per non essere frainteso dai giornalisti di cui sopra.