Mi. Co. 2026, l’Olimpiade in ottica di genere /11
«Stiamo andando veramente forte, siamo tutti dei grandi sciatori e sport invernali», sentenziò nel 1994 l’indimenticato Giampiero Galeazzi, commentando a caldo nel corso di 90° minuto una delle tante medaglie colte dalla spedizione azzurra ai Giochi di Lillehammer. In terra norvegese arrivarono 7 ori e 20 medaglie totali, un picco che al CONI sognano di ritoccare a Milano Cortina 2026.
In realtà, gli italiani e le italiane ci avevano messo un po’ per diventare dei “grandi sport invernali” e la crescita, netta, come squadra, era stata registrata solo in occasione di Albertville 1992. Sempre in Francia, ventiquattro anni prima, era arrivato il primo grande exploit azzurro: tre ori dal comparto maschile e la soddisfazione (o la sorpresa?) del primo successo al femminile alle Olimpiadi invernali.
A Grenoble 1968 c’erano tre italiane in gara nel singolo donne. La 22enne Erica Prugger era la “veterana”, visto che c’era già a Innsbruck, quattro anni prima, quando lo slittino aveva fatto il suo esordio olimpico. Erika Lechner era la campionessa nazionale in carica ed era ancor più giovane, 20 anni! Nelle tre discese di gara si era ben comportata, aveva chiuso al terzo posto e, visto che la quarta manche era stata cancellata per le cattive condizioni atmosferiche, stava assaporando la gioia del bronzo, quando arrivò la notizia che le tedesche est Enderlein e Müller erano state squalificate: prima della gara, i tecnici della DDR avevano lasciato gli slittini vicino a una caldaia per scaldare i pattini. L’altoatesina si ritrovò, così, direttamente sul primo gradino del podio.
Non potendo ricevere premi in denaro perché amateur (come tutti coloro che praticavano lo slittino), per l’oro olimpico ebbe due auto, una da parte della federazione italiana e l’altra dal suo club. Anche se non aveva ancora la patente.
Lechner visse un’altra stagione da protagonista nel 1971 (oro europeo e argento mondiale) e partecipò alla successiva Olimpiade, Sapporo 1972, prima di lasciare l’attività sportiva per dedicarsi all’hotel di famiglia nel suo paese natale, Maranza.
A proposito di Lillehammer e degli italiani grandi sport invernali di Galeazzi: proprio nel 1994 un’azzurra avrebbe rivinto il singolo slittino, stavolta nettamente e senza squalifiche altrui, Gerda Wiessensteiner.
つづく- continua…
Puntate precedenti: Numeri, Quote, Percentuali a Milano Cortina 2026, Mi si nota di più se sono in prima serata?, Ben arrivata 50km di fondo, Madge Cave Syers e il singolo maschile, Sonja Henie, la diva, Pattinaggio a coppie e a squadre, Christl Cranz, tedesca di Germania, La stella di Cortina 1932
Puntata successiva: Lo slittino ha un posto in più


