Mi. Co. 2026, l’Olimpiade in ottica di genere /6 e 7

Il pattinaggio di figura è stato il primo sport invernale ad assegnare un titolo olimpico femminile individuale e il primo a produrre una vera e propria diva. In più, sin dal 1908, le donne che pattinavano potevano mettersi in luce anche nell’artistico a coppie, gara in cui la riuscita dell’esercizio dipende in egual modo dalla loro prestazione e dall’abilità del proprio compagno, pur se i due hanno ruoli differenti, determinati dal genere (come nei balli, è il maschio a dover condurre e sollevare). Un unicum, o quasi, nel panorama degli sport a inizio Novecento, dato che erano poche le discipline cui le donne potevano accedere, figuriamoci le specialità in cui potevano dirsi pari a un uomo, quanto a importanza.

A Milano Cortina 2026 i titoli assegnati nel pattinaggio di figura saranno cinque. I due singoli maschile e femminile e l’artistico a coppie ci sono ancora; nel 1976 il CIO introdusse la danza su ghiaccio, perché uomini e donne facevano così tante acrobazie, che si era perso un bel po’ dello spirito originario della disciplina; nel 2014, infine, è stata inserita nel programma una gara a squadre. In pratica, si esibiscono un pattinatore, una pattinatrice, una coppia di artistico e una coppia di danza per nazione; ne esce una classifica a punti che determina oro, argento, bronzo. Un antipasto senza troppo mordente di quello che accadrà dopo, quando quegli stessi atleti e quelle stesse atlete concorreranno per il titolo olimpico nelle rispettive gare. 
È, però, sbagliato liquidare il tutto come un’inutile trovata per assegnare qualche medaglia in più e far contente più persone e più nazioni. Dietro c’è quella che si può definire la vision del CIO in fatto di parità di genere. 

Un fiorire di gare miste.
All’ultima Olimpiade hanno dato all’Italia un impronosticabile oro nel curling, grazie a Stefania ConstantiniAmos Mosaner, e due argenti, uno nello snowboard cross e uno nello short track. Sia a Sochi 2014 che a Pyeongchang 2018 era arrivato un bronzo nel biathlon.
Parlo delle gare miste, che saranno presenti in dieci delle sedici discipline che assegneranno titoli a Milano Cortina 2026. Inventarne è diventato un mantra, perché, secondo il CIO, favorire la gender equality: le singole federazioni internazionali le mettono a punto, poi, a farle diventare olimpiche, ci pensano a Losanna… Solo il raggiungimento dell’ugual numero di atleti e atlete ai Giochi è considerato un mantra più importante.

Di gare miste ce ne sono di tre tipi.

  • Ci quelle a squadre, tipo quella del pattinaggio di figura o del salto con gli sci, in cui è la somma delle singole prestazioni che fa il totale.
  • Ci sono le staffette miste, vedi biathlon, short track o snowboard cross, in cui uomini e donne si alternano in modo stabilito; la competizione non ha pause e questo aumenta il coinvolgimento reciproco all’interno del singolo team.
  • Ci sono, infine, gare che prevedono una interazione continua uomo/donna. L’artistico a coppie, la danza su ghiaccio e il curling misto appartengono a questa categoria.

Personalmente, ritengo che non tutte le gare miste siano uscite col buco, parafrasando un vecchio spot Anni ‘80. Tuttavia, alcune di esse veicolano davvero l’idea che la forza di una Nazionale va misurata attraverso la capacità di proporre anche atlete di alto livello e non solo atleti.

In tutto questo panorama c’è, però, un bug: il CIO non mostra altrettanto interesse a promuovere specialità open, ovvero quelle gare “aperte” in cui c’è un’unica classifica per uomini e donne. Gare che potrebbero portar via un po’ della doratura che da sempre ammanta lo sport praticato da maschi, considerato invariabilmente superiore e irraggiungibile.
Attualmente, il settore degli sport invernali non offre molte possibilità in merito1: forza fisica, potenza, massa muscolare sono fattori dirimenti in tutte le discipline di neve e ghiaccio. Ma perché non far sì che in sede olimpica le gare individuali di tiro al piattello diventino open?

つづく- continua…

Nella foto in evidenza: l’affollato podio del pattinaggio a squadre di Pyeongchang 2018