Mi.Co. 2026, l’Olimpiade in ottica di genere /2

Il programma dell’ultimo Europeo di nuoto in vasca corta di Lublino (2-7 dicembre 2005) era strutturato in modo che i titoli maschile e femminile della stessa specialità venissero assegnati uno dopo l’altro, all’interno della stessa sessione di gare: dopo i 200m dorso donne, c’erano i 200m dorso uomini; dopo i 100m stile femminili, c’erano quelli maschili e via dicendo.
L’ordine, però, non cambiava mai: le nuotatrici prima, i nuotatori poi, come se la gara più attesa fosse la seconda e la prima ne fosse solo un antipasto. Chissà se gli organizzatori lo hanno fatto senza pensarci; comunque, è ben radicata, in chi si occupa a vario titolo di palinsesti, l’idea che il “prime time”, il posizionamento televisivamente più appetibile vada consegnato in modo “naturale” alle gare maschili. Clamorose, in tal senso, le decisioni della direttrice del Roland Garros, Amélie Mauresmo, che, pur essendo stata una tennista di altissimo livello, ha talmente introiettato questo modo di vedere che nelle edizioni 2024 e 2025 del torneo parigino nessun match del tabellone femminile è stato trasmesso nella night session, corrispondente allo slot che va in diretta su Amazon Prime su tutto il territorio francese. A dispetto anche di richieste specifiche del broadcaster!1

Da alcuni anni il CIO si interessa al modo in cui distribuire le competizioni nel corso dei giorni di gara alle Olimpiadi, sia invernali che estive, ed è un altro modo che usa Losanna per dire che si sta procedendo verso la parità di genere in sede olimpica. È stata anche creata una società che si occupa della trasmissione ufficiale dei Giochi, l’Olympic Broadcasting Services.
L’obiettivo, a lungo termine, è quello di avere la stessa visibilità mediatica per uomini e donne all’interno della stessa disciplina, affinché il pubblico femminile, di qualsiasi età, possa avere delle beniamine, delle sportive con cui identificarsi e da cui, magari, prendere spunto, per scegliere quale attività praticare in futuro.
Del resto, l’Olimpiade è un brand e, per qualsiasi brand, è ritenuto vitale, in una economia a capitalismo avanzato, allargare sempre il proprio mercato di riferimento. E i vertici dello sport internazionale hanno ritenuto il movimento femminile di secondaria importanza per così tanti decenni, che recuperare è, allo stato attuale, una delle vie meno impervie da percorrere. Senza contare che una tale scelta è anche eticamente condivisibile da una larga parte della società (non ho detto pinkwashing).

Ad ogni modo, far sì che l’ultima giornata di gare non sia riservata esclusivamente a gare maschili è una delle direttrici su cui si sta agendo. Come a Parigi 2024, nel giorno di chiusura dei Giochi, si sono disputate la maratona femminile e le finali femminili di pallacanestro e pallavolo (quest’ultima stravinta dall’Italia, come si ricorderà); così, Milano Cortina 2026 offrirà il 22 febbraio l’esordio olimpico della 50km femminile di sci di fondo e la finale del torneo femminile di curling, oltre al bob a quattro, che è solo maschile, e alla finale del torneo maschile di hockey su ghiaccio.
Interessante, poi, notare come alla XXV Olimpiade invernale lo sci alpino, la disciplina più importante per gli italiani padroni di casa, assegnerà di domenica solo titoli riservati alle donne. La scelta risente del fatto che Sofia Goggia e Federica Brignone negli ultimi anni hanno regalato allo sci azzurro ori e coppe che i colleghi maschi non hanno neanche sfiorato; nondimeno, è un segnale di equità che va nella direzione voluta dal CIO.

つづく- continua…

Nell’immagine in evidenza: Sifan Hassan taglia il traguardo vittoriosa della maratona femminile l’ultimo giorno di Parigi 2024

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