Detto così l’obiettivo prefissato sembra davvero ambizioso: cambiare la percezione che la nazione, ovvero l’Inghilterra, ha dell’English game, ovvero del football. I fondi stanziati non sono neanche pochi. Sul Leigh Journal si parla di più di un milione di sterline: 600mila messe dalla F.A., la Football Association, e dalle municipalità delle nove città coinvolte nel progetto, che poi non sono altro che le città che ospiteranno le partite del prossimo Europeo dal 6 al 31 luglio; 500mila raccolte attraverso il National Lottery Heritage Fund, un fondo che finanzia tutto ciò che ha a che fare con il recupero di una eredità del passato che si vuole trasmettere alle generazioni future.
L’eredità in questione non ha a che fare genericamente con il calcio inglese, ma specificamente con quello femminile. Nel 2022 le Lionesses compiono cinquanta anni e hanno la malcelata ambizione di vincere il loro primo Europeo sfruttando il fattore campo. Per questo una parte del progetto è finalizzata a creare sul sito della F.A. una sezione permanente dedicata a tutte coloro che hanno vestito la maglia dell’Inghilterra dal 1972 ad oggi e a tutte coloro che la vestiranno. Non è solo la Nazionale o ciò che è successo dopo gli anni Settanta a interessare. A Leigh, ad esempio, il programma di recupero della memoria si focalizzerà sulla squadra delle South Lancashire Tramways Ladies e sulle partite da queste giocate nel 1915; a Manchester sono state, invece, condotte ricerche sulle Manchester Corinthians Ladies Football Club. E immaginiamo che nei pressi degli stadi che ospiteranno gli incontri dell’Europeo verranno allestiti stand, mostre e altro su queste memorie particolari recuperate e sulla storia del calcio inglese al femminile in generale.
Da segnalare, poi, che nella pagina dedicata al progetto da heritagefund.org.uk si parla espressamente di volontà di mettere in evidenza il contributo dato alla crescita del movimento femminile da parte della comunità LGBT. Altro obiettivo decisamente lodevole.

Speriamo che il progetto riesca a raggiungere quanto prefissato. Un dubbio, però, lo solleviamo. Perché, magari non sarà questo il caso, ma di fronte al recupero delle memorie c’è sempre il rischio che non si dia il giusto spazio alla ricerca storica e alla contestualizzazione di quanto raccontato. La cosa che, infatti, non si può ignorare, guardando la storia del calcio inglese femminile, è che esso raggiunse negli anni della Grande Guerra e in quelli appena successivi una grande diffusione, prima di subire l’ostracismo della stessa F.A. che ora è tra gli enti finanziatori del progetto. Una vicenda che, seppure in breve, è sempre opportuno ricordare.
Chiamate a rimettere in moto le fabbriche che dovevano assicurare la produzione di materiale bellico, le donne qua e là avevano iniziato a giocare a calcio durante le pause dal lavoro. Con il prolungarsi del conflitto le partite tra rappresentative di munitionettes, nome con cui si era soliti indicare questa nuova categoria di lavoratrici, cominciarono ad attirare pubblico, che aveva voglia di normalità almeno apparente e sentiva la mancanza dell’English game, visto che i giocatori erano al fronte e i campionati maschili erano sospesi. La stagione d’oro non si concluse, però, con la fine della guerra, anche perché le squadre femminili iniziarono a disputare partite in cui si raccoglievano fondi per le famiglie dei caduti e non solo. All’inizio degli anni Venti la Dick, Kerr’s Ladies di Preston, la squadra più rappresentativa di questo periodo, andò addirittura in Francia a disputare alcuni match. Nel corso del 1921, però, si scatenò una campagna stampa contro i match benefici gestiti dalle società femminili e, puntuale, arrivò il diktat della Football Association attraverso un bando che proibiva alle squadre maschili di offrire supporto a tali incontri, in mancanza di un completo controllo del flusso degli introiti. Bando che, ciliegina sulla torta, tirava fuori l’argomento secondo cui il football non era fisicamente adatto alle ragazze! Dopo che per anni le squadre femminili avevano di fatto colmato la voglia di calcio degli inglesi…

Nell’immagine in evidenza: una “formazione” del Manchester Corinthians Ladies Football Club