Ho visto Nina volare
Tra le corde dell’altalena
Un giorno la prenderò
Come fa il vento alla schiena
F. De André
Lui è un trampolino, anzi è il più famoso trampolino al mondo di volo con gli sci, il Gorišek. Si trova a Planica, in Slovenia, permette una rincorsa di 120-130 metri, a seconda della stanga di partenza, e la sua “hill size” è 240. Che vuol dire che il pendio ai suoi piedi accompagna chi salta per 240 metri e poi, piegando verso l’interno, comunica che -se non lo hai ancora fatto- è ora di atterrare.
Anche lei è slovena. È nata nel marzo del 2005, è alta 1.73m e il suo peso forma non è riportato in nessun sito specializzato, ma dubito arrivi ai 50kg. Il suo nome è Nika Prevc e ha iniziato presto a dedicarsi al salto con gli sci, seguendo l’esempio dei suoi tre fratelli maggiori Peter, Cene e Domen, che in casa non hanno fatto mai mancare coppe del mondo, ori mondiali, medaglie olimpiche e vittorie nella Tournée dei quattro trampolini, che per chi fa questo sport forse vale più di tutto il resto messo insieme.
Nika ha visto il Gorišek tante volte, da sotto. Nel 2023, ai suoi piedi, ha vinto tre gare allo European Youth Olympic Festival, saltando, però, dal trampolino normale, quello che permette balzi di soli 90-100 metri. Fin lassù, a sfidare i venti di alta quota, invece, non ci è potuta mai salire, figuriamoci saltare, come facevano i suoi fratelli: Peter aveva vinto lì per la prima volta in Coppa del mondo quando lei aveva dieci anni, Domen nel marzo del 2025 è atterrato addirittura a 254.5m, segnando il nuovo record del mondo!
Tutta colpa dell’antagonista, che ci deve essere sempre in una favola a lieto fine. Non è necessario che sia una persona malvagia, non è neanche fondamentale che faccia cose cattive per il gusto di farle. Può essere anche una norma sociale, un ente istituzionale che ogni volta che agisce dice di farlo in nome della sicurezza e della salvaguardia della salute delle atlete. E, intanto, le tiene lì, per anni, in una bolla, alimentando le paure di tutto l’ambiente che sta intorno e il timore delle stesse ragazze di salire lissù, su quei mostri tipo il Gorišek. In questa storia è proprio così: l’antagonista è stata (e, per certi aspetti, lo è ancora) la FIS, la Federazione internazionale di sci e snowboard.
Quando nel gennaio 2003 l’austriaca Daniela Iraschko, in un salto di prova per un evento di Coppa del mondo maschile a Kulm atterrò a 200 metri di distanza dal punto in cui aveva staccato, senza cadere e senza farsi male, il salto con gli sci al femminile non aveva una sua Coppa del mondo, né tanto meno assegnava ori mondiali o olimpici. Anche perché ai vertici della FIS c’era gente come Kasper che pensava che l’atterraggio fosse altamente nocivo per l’apparato riproduttivo femminile. Mentre, invece, sai che goduria per i saltatori che da cento anni e più, toccando con gli sci al suolo, comunicavano dolci sensazioni alle proprie parti intime!
Negli anni a venire le cose sono piano piano cambiate, perché le saltatrici e le federazioni nazionali si sono fatte sentire e perché, in fondo, non c’è solo un modo per fingersi protettivi e preoccupati: lo si può continuare a essere, anche concedendo qualcosa via via. Sono così arrivati, in modo ufficiale, con tanto di coppe e medaglie, anche per le donne i salti dai trampolini normali, quelli dai trampolini grandi (che hanno una hill size intorno ai 130-140 metri), finché nel 2023 i capi hanno deciso che era arrivato il momento di far provare alle saltatrici anche il volo con gli sci. Però, prima di portarle sul Gorišek e al Planica 7, il festival dello ski flying che si tiene nel week end conclusivo della stagione agonistica davanti a 30-40mila spettatori, si è passati da Vikersund, in Norvegia.
All’insegna della moderazione, perché l’antagonista ci tiene sempre alla sicurezza e alla salute delle atlete bla bla bla e allora ne limita l’accesso: solo le migliori venti-trenta-quindici della classifica generale; e, poi, massima attenzione al vento e alle stanghe di partenza, appena saltano troppo è meglio pensarci un po’ su e accorciare la rincorsa.
Ad ogni modo, a Vikersund, si è passati da una sola gara ufficiale, ma non valida (2023) a due gare ufficiali e valide per la classifica di Coppa del mondo (2026) e quel record di 200m, segnato da Iraschko venti anni prima, è stato migliorato, sempre più. Perché -guarda un po’- si è scoperto che, allenandosi sui trampolini di volo, confrontandosi in competizioni vere, combattendo con i venti che soffiano in alta quota per strappare misure più lunghe anche di un solo metro, le ski jumper hanno fatto passi da gigante in soli tre anni. Nel weekend del 21-22 marzo 2026, a ogni salto oltre la soglia psicologica dei 200 metri, tutto il gruppo delle venti partecipanti festeggiava, perché una in più nel gruppo delle duecentiste era una vittoria per l’intero movimento. E, alla fine, ad andare oltre sono state in diciotto, compresa l’azzurra Sieff, che di nome fa Annika, quasi come l’eroina della nostra favola.
Già, a proposito, che fine ha fatto Nika? Beh, lei, “ci ha il volo nel sangue” e già nel 2025, nel cosiddetto training round, è atterrata a 236.0m, battendo di mezzo metro il record precedente della norvegese Opseth. Poi ha vinto la gara, ma le condizioni erano peggiorate e non è andata oltre i 213.5m. Nel 2026 Vikersund a Nika non è andata altrettanto bene, nel senso che ha fatto 235.5m nel turno di qualificazione e in gara ha raccolto “solo” un secondo e un terzo posto. Però, tutti i suoi pensieri sono a Planica e al Gorišek, perché finalmente il 27 marzo ci potrà saltare. Nessuna donna è mai atterrata oltre quell’altra soglia psicologica, quella dei 240 metri, la hill size, e lei ha l’occasione di farlo davanti ai propri tifosi, lì dove Peter prima e Domen ora continuano a vincere gare. Sale fin su per il training round, si lascia andare, stacca al momento giusto e, con il vento che la sostiene, stampa un 242.5m. New world record. In gara il giorno dopo, le condizioni sono meno adatte per saltare lontano, ma la vittoria non le sfugge.
Il Gorišek, il suo Gorišek pensa che un giorno l’ha vista volare tra le corde di un’altalena e oggi l’ha presa come fa il vento alla schiena.
Qui il salto di Nika Prevc di 242.5 m


